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Santa Margherita di Belìce
Numerosi ritrovamenti fossili risalenti al paleolitico testimoniano che il territorio di Santa Margherita fu abitato fin dalla notte dei tempi: selci scheggiate e manufatti di bronzo e terracotta risalenti alla colonizzazione sicana sono stati rinvenuti in Contrada Scuderi e nella zona rupestre tra la Villa Comunale e i vecchi quartieri di San Vito e San Calogero, insieme a numerose altre testimonianze del passaggio di altri popoli, che qui hanno stabilito nei secoli i propri insediamenti: Greci, Cartaginesi, Selinuntini, Romani e Bizantini.
Gli Arabi, in particolare, insediatisi dopo l'827, hanno lasciato un'indelebile traccia del loro passaggio nel Casale di Manzil-Sindi, un fortilizio costruito a difesa della comunità. I circa sessanta granai, scoperti in contrada Madonna di Trapani, le numerose tombe, i mulini ad acqua e le ceramiche invetriate, rinvenute in varie località, attestano la consistenza della florida comunità Musulmana.
Del periodo Arabo, in particolare, sino al terrenoto del 1968, rimanevano a Santa Margherita di Belìce le strutture della preesistente moschea e del minareto, poi trasformati in chiesa normanna, che sopravvissero alla distruzione nel periodo cristiano. Inoltre, attribuite allo stesso periodo arabo, sono le strutture dell'attuale palazzo "Filangeri-Cutò", oggi sede del Comune, che dovettero far parte dell’antica fortificazione del Casale.
Con la conquista da parte dei Normanni, il territorio del Casale Manzil-Sindi prese il nome di "Misilindino": è del 1572 la nuova fondazione della città, ad opera del Barone Corbera, antenato dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che qui ha ambientato meravigliose pagine del suo Gattopardo e dei Racconti d'Infanzia.
Oggi il Palazzo Filangeri di Cutò è sede del Parco Letterario e del Museo, dedicati all'Autore Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Nella ex Chiesa Madre è stato inaugurato recentemente il Museo della Memoria del Belìce, dedicato al tragico evento del sisma del 1968.
Oltre che per la qualità dei suoi vini, Santa Margherita è rinomata per la coltivazione del Ficodindia e per la produzione della tradizionale Vastedda, il formaggio DOP a pasta filata ottenuto esclusivamente con il latte della pecora Belicina, razza ovina originaria del territorio.
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